Perché combatto per le donne

 

Il conforto dato dal donare per le cause in cui crediamo.

 

Questi sono tempi difficili, per tutti noi, in misura maggiore e minore. Abbiamo rinunciato a diritti e libertà, abitudini e gesti che la maggior parte di noi dava per scontato e tutti soffrono più o meno intensamente questa situazione.

Tuttavia, il peso di questa situazione è ripartito in modo ineguale.  Le donne spesso pagano infatti un prezzo molto più alto.

Le misure messe in atto per proteggere le persone chiudendole dentro casa ha causato un drammatico aumento della violenza perpetuata contro donne e ragazze in tutto il mondo, mentre l'accesso a servizi essenziali salvavita come consulenza, assistenza legale e rifugi temporanei è stato limitato.

Sul piano economico, le donne stanno perdendo campo, poiché la pandemia ha colpito il lavoro delle donne in modo maggiore;  globalmente, la perdita femminile di posti di lavoro a causa del Covid-19 è 1,8 volte superiore a quella degli uomini.    Tutto ciò non è solo causato dal fatto che le donne occupano in maggior misura posti di lavoro precari rispetto agli uomini, oppure il fatto che lavorino in settori più colpiti.  E’ l'onere delle cure domestiche non retribuite svolto dalle donne che ha aumentato l'impatto della pandemia su di esse.  E c'è il timore che questi posti di lavoro non tornino.

La recessione ha aiutato i politici populisti a rimanere al potere limitando i diritti delle donne, mentre gli abusi misogini e sessisti online su donne e ragazze sono in aumento ovunque.

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Ecco perché scelgo di donare a Fight for Women, con ActionAid.

Ho sentito le storie, ho visto le lotte e ciò che ActionAid fa ha senso per me, perché lottare per i diritti delle donne deve essere una battaglia su tutti i livelli, e questa lotta è tutt'altro che finita.

  • Ovunque, i progetti di ActionAid hanno intensificato le campagne volte a porre fine alla violenza domestica nei confronti delle comunità, delle donne, degli uomini e dei giovani; hanno sostenuto i centri antiviolenza in modo che possano continuare e intensificare i servizi di sostegno; hanno spinto perché i governi adottino misure consapevoli delle disparità di genere nelle loro risposte al Covid e hanno fatto dell'assistenza non retribuita una questione di azione pubblica, non un onere che deve essere sostenuto solo dalle donne.
  • In Bangladesh, decine di migliaia di donne che lavorano nell'industria dell'abbigliamento formale e informale hanno imparato attraverso i worker cafés di ActionAid a difendere i loro diritti e ora lottano per condizioni di lavoro più sicure, retribuzioni più eque, assicurazioni e assistenza all'infanzia.
  • In Kenya quest'estate le donne di Ngaaie e Mui con il sostegno di ActionAid hanno attraversato la collina più alta della contea di Kitui e hanno chiesto al governo della contea di far rispettare la legge che dà alle donne il diritto di possedere ed ereditare proprietà e di essere consultate nelle decisioni riguardanti la vendita di terreni.
  • In Mozambico, i club delle studentesse sostenute da ActionAid hanno chiesto la rimozione di una legge repressiva che obbligava le ragazze incinte a frequentare solo lezioni serali, aumentando la loro insicurezza e vulnerabilità.
  • In Ghana, ActionAid sostiene la necessità di investire in maggiori risorse pubbliche per l'istruzione, riducendo generosi incentivi fiscali, e fornisce consulenza al governo sull'integrazione di servizi per i centri di cura e sviluppo della prima infanzia.

 

Il 2020 ci ha portato dolore ma anche, ad alcuni di noi, il lusso del tempo e dello spazio per la riflessione, per quello che abbiamo, per ciò a cui diamo valore e per ciò che è superfluo.

Donare per le cause in cui crediamo è un'opportunità di gioia e conforto, che renderà il mondo un posto migliore.   Il mio appello personale: che questa scelta sia Fight for Women.

 

 

Fonti e letture consigliate: